domenica, settembre 2

Come pietre dei muri antichi. Dilavate dall'acqua cotte dal sole, impregnate di odori tra il piscio degli orinatoi antichi davanti alle osterie e il profumo del buon pane, sotto finestre aperte di serenate dal figlio alla madre, assediate da sterpaglie e voci, percorse da striature come rughe.

Ci sono persone come pietre. Narranti e narrate. Vissute.

Mi ricordo quei cerimoniosi funzionari comunali.
La mattina di un giorno feriale scesero in coppia da qualche collina più a nord, inviati della borgata d'origine della nonna al cospetto dei suoi cento anni, e coi più cordiali auguri del sindaco.
Lei porgeva la mano con vistosissimo anello di plastica, divertita da quella breve parata di fiori e sorrisi che le ha portato in dono anche un libro fotografico del suo amato paese, riconoscente.
Che "il presente è memoria incarnata".

Quando passa diventa pietra da accarezzare.

domenica, giugno 3

Il mondo in una pinzetta.

Dì, ma tu l’hai mai notato quanto è bello il cielo quando è attraversato dalle nuvole?
E i lampadari?
Come succede che con un click la luce va e con un click la luce viene?
E quanto è spassosa la traiettoria imprevedibile di una mosca che ti gira attorno?
Ah! E l’attacco di A little less conversation!
Anche a te succede che una gamba, la destra, inizi a muoversi a tempo e poi via con le spalle e ti scappa da ridere e poi stai già irrimediabilmente ballando?
Eh?

venerdì, giugno 1

L'ultima lezione: del valore di una metafora.

L’escursione nella vallata era decisa. Il sole chiamava, e la strada, e il cielo; era giorno di cammino. Zaino in spalla, viveri, acqua e binocolo… Visto mai che avvistasse un' istrice? visto mai che avvistasse uno scoiattolo, o ben altrimenti un capriolo???
Ella era tutta tesa alla lezione che quel dì la natura e la marcia le avrebbero impartito.

"La marcia ha l'effetto di sfoltire i pensieri, mobilita un'effervescenza diffusa che si accentua con la stanchezza del procedere. A volte si avvicina addirittura a una trance, ad un oblio di sé nell'agire: condizione simile a quella sperimentata dall'arciere zen, che diventa sempre più abile quanto più dimentica il bersaglio esteriore per identificarsi con esso" (D. Le Breton)

INFATTI!

Ella procedeva solitaria e concentrata sul sentiero, come l’arciere zen. Senza l’arco, d'altronde inutile orpello metaforico, ma per il resto uguale, uguale.
Eppure le risultò difficile identificarsi con quel cinghiale.
D’altronde un corno.

martedì, maggio 29

Del vero del bello e del buono

Incontrai per la prima volta il corpo nudo della nonna, per necessità e senza preavviso, nel box della doccia di casa. Molto semplicemente andava lavato.
Allora è così un corpo anziano. Sì, è così. Dai capelli bianchi alla pelle screpolata dei piedi.
Entrambi gli sguardi tra occhi di un azzurro imparentato dicevano un turbato mi dispiace.
Come si lava un corpo anziano? Si prende una spugna, gli si versa sopra un po’ di bagnoschiuma e si inizia a sfregare via il pudore del tabù… tra le mille pieghe della carne, sopra il gonfiore del ventre, lungo la curva della schiena. Molto semplicemente lo si lava.
Entrambi gli sguardi tra occhi di un azzurro imparentato alla fine dell’operazione erano conciliati con tutto un sacco di questioni.
E perché non si pensi che io stia scrivendo di una cosa del tutto personale, dato che non lo è ed in questo fatto sta il buono, faccio proseguire le parole perfette del ricordo di un ragazzino alle prese col medesimo incontro:

« Et je ressentais non pas de l’horreur ni de la pitié, mais au contraire de l’amour et de l’intérêt, ceux qui suscite la vue de la vérité, de la réalité vécue ».
J.M. Le Clezio, L’Africain

giovedì, aprile 12

DicOtomie

Chi attende un faro
chi si accende per un farò

mercoledì, aprile 11

Ho scoperto l’acqua

Tiepida.
Alza il mento, se il soffitto fluttua, allora sei immerso.
E se apri bene i palmi delle mani allora l’acqua ti tocca ovunque (come l’aria fa sempre, ma con più veemenza), ogni centimetro di confine, o di limite. Avvolge e riassume.
Calzi in una forma perfetta, un giusto negativo, un ritorno che sa di assoluzione.

Seee vabbè… la fai ricamata! Dì che hai preso ad andare in piscina e capiamo tutti!

mercoledì, febbraio 28

Dirimpettaio avvisato…

Sono stata avvertita in maniera perentoria:
“Domani è l’uno! Bisogna fare vedere il culo a marzo!”

Se bisogna.

venerdì, febbraio 23

Beati gli ultimi
Complimenti al quarto in classifica il maratoneta in ritardo,
povero atleta con i piedi in fiamme e la dignità
di arrivare senza medaglia all’ultima meta
Complimenti in quanto significa che è possibile credere ancora
a una vittoria senza corona.
(S. Bersani)
Mi è arrivata una mail da un amico “furbo”. Ne condivido un pezzo con voi.

“So che sei esperta di boxe, ma col ciclismo? Boh, allora sappi che anticamente la maglia nera era una delle nobili che di tappa in tappa vestivano i pedalatori del Giro d' Italia. Era quella riservata all'ultimo atleta in classifica generale. Il ciclista in maglia nera spesso diveniva un idolo delle folle, emblema fulgido del sacrificio in nome di un principio, del dolore come catarsi, del sudore come l'umile che può riscattarsi. Le donne andavano matte per la maglia nera, gli gettavano fiori, a volte fazzoletti profumati e mutandine, qualcuna, imprudente, restava impigliata nelle razze provocando focose sbucciature a entrambi.
Portare la maglia nera era una questione tanto sentita che anche gli sponsor erano attirati dall'ultimo in classifica e così in troppi tirarono a vestirla stando bene attenti a non finire fuori tempo massimo nella tappa di ogni giorno, pena la squalifica. Una corsa all'arrivare ultimi che in breve portò l'organizzazione del giro ad eliminare la maglia nera dall'abbigliamento onorifico della grande corsa a tappe.
[…] ”

In realtà non è che io sia esperta di boxe, ma essendo cresciuta in una barbieria, mi è diventato familiare quantomeno il gergo. E le discussioni sugli incontri di pugilato, disputati o da venire, s’accendevano tra i clienti e la mamma che sul divano con pari autorevolezza e divertimento coniugava uncinetto e passioni sportive. Gancio, montante, ko tecnico, personalissimi cartellini, portano con sè l’odore di sapone da barba, di shampo, di impolverate tute da lavoro e di infanzia.
Anche il ciclismo era moneta corrente, ma questa cosa che racconta la mail non la sapevo. Leggerla mi è piaciuta molto.

domenica, febbraio 18


Cosa abbiamo in comune io e Audrey Hepburn.
Un soufflé.
Mal riuscito.
Se nel film esso era paradigma dell’amore (“le donne felicemente innamorate lo bruciano, quelle infelicemente innamorate si dimenticano di accendere il forno” sentenzia il compagno di corso di cucina della Audrey / Sabrina), nella mia piccola vita molto più gravemente esso era il pranzo e la sua vivace levitazione una indubbia vittoria a favore delle mie abilità culinarie troppo spesso circondate da ironico sospetto.
Il forno l’ho acceso e ho incoraggiato grandemente la casseruola affinché il composto sufflasse. Niente da fare. Basso. Bassissimo.
Perché?
Lo chiedo a voi esperti.


L'immagine viene da qui

mercoledì, febbraio 7

Io adoro il peptide.
Assomiglia ad una piadina un pò storta.
Ma buona, lo sento.

mercoledì, gennaio 31

S.
come Sole

Sei di una bellezza che non avevo mai conosciuto

venerdì, gennaio 19

(in chiaro: Al questo era per l'Eli)

Mamma mia!
Grazie alla persona speciale che quando mi chiama a casa sembra che mi cerchi un intero paese. Lei sa mantenere le promesse, e ne porta avanti una da 11 anni, senza mai mancare un giorno.

mercoledì, gennaio 10

martedì, gennaio 9

"If you cannot think of anything appropriate to say you will please restrict your remarks to the weather." (Miss Dashwood)

Che cielo coperto... Eppure della neve neanche l'ombra... Farà freddo? Più che altro umido, parrebbe...
Cappotto lungo o piumino corto?

lunedì, gennaio 8

Verginità

C'è una farfalla posata
sulla maniglia dietro la porta
La immagino
mentre origlio il silenzio